Agenti AI e cybersecurity: cosa succede quando diamo troppo potere a un modello
Quanto potere siamo disposti a concedere a un agente AI prima che diventi un rischio per l’azienda? Partendo dal caso discusso in puntata sull’agente sperimentale di OpenAI e sull’accesso ai sistemi di Hugging Face, Fabrizio Gabrielli e Pasquale Ambrosio analizzano cosa può succedere quando un modello riceve credenziali, connessioni e privilegi senza barriere sufficienti. La conversazione affronta la separazione tra ambienti di test e sistemi di produzione, la gestione delle chiavi API, la segmentazione delle reti, gli accessi a Internet e il pericolo delle operazioni irreversibili. Si parla anche della fretta con cui molte aziende stanno introducendo agenti, automazioni e modelli AI senza avere prima definito responsabilità, controlli e procedure di sicurezza. Pasquale Ambrosio di FlameNetworks porta il punto di vista di chi lavora ogni giorno con infrastrutture, cloud e sicurezza informatica, spiegando quali verifiche dovrebbe avviare un’azienda che ha già introdotto sistemi AI nei propri processi. Il punto centrale è semplice: non bisogna adattare l’azienda al modello, ma scegliere e configurare il modello in base alle reali esigenze dell’azienda. E soprattutto non concedere a un agente più potere di quello che daremmo a un collaboratore appena assunto. Iscriviti ai contenuti Premium di Roba da SEO (https://www.spreaker.com/podcast/roba-da-seo--2669399/support)
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